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Carloforte, esposto contro l’ecomostro di La Caletta

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L’associazione carlofortina “Tabarchin pau ben in cumün” ha presentato un esposto alla procura di Cagliari in relazione al cantiere dell’ex hotel Baia d’Argento – futuro “Resort La Caletta” – con la richiesta di indagare sul rispetto delle volumetrie e sui lavori di movimento terra.
L’hotel Baia d’Argento, costruito nel 1969 sulla scogliera a ridosso della spiaggia di La Caletta e mai entrato in attività, era uno degli alberghi edificati dall’Esit per la promozione dello sviluppo turistico, un “ecomostro” già in origine ma che oggi rischia di ampliare ulteriormente il suo impatto sulla costa carlofortina.
Il Gruppo Delle Piane di Bologna ha infatti ottenuto la concessione edilizia per la sua ristrutturazione e ampliamento (è previsto un aumento del 25% delle volumetrie) nel 2006, e successivamente la concessione demaniale. La società ha inoltre incassato i nullaosta paesaggistici del Comune di Carloforte, con pareri favorevoli da parte della Soprintendenza e del Parco Geominerario. I lavori dovevano concludersi dopo tre anni, pena la decadenza della concessione, ma tra proroghe e passaggi societari il cemento avanza sulla scogliera e l’area dell’ex campeggio della Caletta, alle spalle dell’hotel, ha assunto l’aspetto di una discarica a cielo aperto, con i cumuli di detriti del cantiere che sommergono i fusti degli eucalipti.
In base ai progetti il futuro Resort La Caletta non consisterà solo nella struttura dedicata alla ricettività alberghiera «che avrà accesso diretto alla spiaggia privata», ma come recita la Proposta di investimento e gestione, si svilupperà anche su altre due aree: in una verrà installato un campo da golf da 18 buche e nell’altra 80 ville ed appartamenti destinati alla vendita (vedi immagine a fondo pagina), nel «tratto più incontaminato, selvaggio e di straordinaria bellezza dell’isola, poco lontano dal faro di Capo Sandalo».
L’esposto dei “Tabarchin pau ben in cumün” è l’ultimo di una serie di interventi da parte delle associazioni ambientaliste e di difesa del territorio, tra cui il Gruppo di Intervento Giuridico, che non si rassegnano all’apparente “regolarità” di un rinnovato ecomostro.

(Foto di copertina tratta dal dossier di Carlotta Comparetti su Lollove.com)

Lottizzazione La Caletta

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